24 marzo 1944 L’eccidio delle Fosse Ardeatine

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 6 aprile 2018
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Resistere a Roma, un documentario di Giuseppe Ferrara, 1966
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"Quest'ordine è già stato eseguito". Con queste parole si conclude il comunicato dell'Agenzia Stefani che compare il 25 marzo del 1944 sul Messaggero di Roma. È l'annuncio dell'eccidio perpetrato dalle forze di occupazione naziste alla Fosse Ardeatine in risposta all'attentato del giorno prima in via Rasella in cui erano stati uccisi 33 soldati del reggimento Bozen appartenente alla Ordnungspolizei dell'esercito tedesco. Come si legge sempre sul quotidiano romano, dieci "comunisti badogliani" per ogni tedesco ucciso. Per la verità furono massacrati civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni. Il pochissimo lasso di tempo intercorso tra l'attacco di via Rasella e l'eccidio delle Ardeatine è la dimostrazione che, contrariamente a quanto qualcuno provò a sostenere in seguito, i tedeschi non presero mai in considerazione l'ipotesi di sospendere il massacro di vittime innocenti se si fossero consegnati i responsabili dell'attentato di via Rasella.

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1946 Automezzi militari alleati presidiano una via del centro storico di Roma nei pressi del complesso della Sapienza dove si tiene il processo per la strage delle Fosse Ardeatine
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In archivio troviamo alcuni importanti documenti del Fondio Combat film tra le quali quelle relative alla fucilazione del Prefetto Pietro Caruso, con l'accusa, tra le altre, di aver fornito ai tedeschi una lista di persone da fucilare dopo l'attentato di via Rasella.

Accanto a queste ci sono le immagini del processo contro i responsabili dell'eccidio che si concluse con la condanna di Herbert Kappler e quelle della varie cerimonie che si svolsero nel dopoguerra per ricordare quello che fu uno degli episodi più efferati di cui si resero responsabili i tedeschi occupanti.

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