19 luglio 1943 Bombe su Roma

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 17 Luglio 2018

Il 19 luglio 1943, solo nove giorni dopo lo sbarco in Sicilia, da una base del Nord Africa 500 aerei alleati si alzano in volo per una missione importante: bombardare Roma. Su una mappa della città, con la scritta MUST NOT BE BOMBED, sono segnalati i monumenti da salvaguardare: Pantheon, chiese, ospedali.

Gli aerei sorvolano la Capitale e la bombardano. Lo speaker americano annuncia che viene colpito al cuore lo snodo ferroviario di Roma Termini; ma gli ordigni cadono su un'area molto vasta della città, comprendente i quartieri di Tiburtino, Prenestino, Casilino, Labicano, Tuscolano e Nomentano, causando più di 1.500 morti, per la maggior parte civili, 11.000 feriti, 10.000 case distrutte e inagibili, 40.000 senza tetto.
Al termine dell'azione il presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt spiega che con lo sbarco in Sicilia e il bombardamento di Roma è iniziata la fine del regime fascista.

Roosevelt aveva ragione: lo scalpore suscitato dal bombardamento fu enorme e le conseguenze, militari e politiche, anche: il 25 luglio, trascorsi soli 15 giorni dallo sbarco alleato in Sicilia e 6 dal bombardamento di Roma, il Gran Consiglio del Fascismo votò l'ordine del giorno Grandi e con esso la destituzione di Mussolini.

Il 13 agosto la città eterna venne nuovamente colpita dai bombardieri alleati. Il giorno successivo il governo Badoglio, con l'ntermediazione della Santa Sede e il canale diplomatico dei paesi neutrali, Svizzera e Portogallo, comunicò ai governi di Londra e Washington che Roma sarebbe stata considerata città aperta. Il Comando Supremo italiano ordinò immediatamente alle batterie antiaeree della zona di Roma di non reagire in nessun modo in caso di passaggio aereo nemico sulla città e si impegnò a trasferire gli stabilimenti militari e le fabbriche di armi e munizioni e a non utilizzare il nodo ferroviario romano per scopi militari, né di smistamento, né di carico o scarico, né di deposito.

La dichiarazione non impegnava in alcun modo l'esercito tedesco: fu questo il principale motivo per cui, fino al 4 giugno 1944, Roma venne fatta bersaglio di molti altri bombardamenti, compreso quello sulla Città del Vaticano del novembre 1943.

Pio XII visita i quartieri di Roma dopo i bombardamenti. Servizio fotografico

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