8 settembre 1943: si annuncia l’armistizio, ma la pace è ancora lontana

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 8 settembre 2018

L’8 settembre del 1943 attraverso i microfoni di Radio Algeri, gli italiani appresero dal generale Eisenhower che : “Il governo italiano si è arreso incondizionatamente a queste forze armate. Le ostilità tra le forze armate delle Nazioni Unite e quelle dell’Italia cessano all’istante. Tutti gli italiani che ci aiuteranno a cacciare il tedesco aggressore dal suolo italiano avranno l’assistenza e l’appoggio delle nazioni alleate”. Era l’annuncio dell’armistizio, firmato cinque giorni prima a Cassibile.

L'armistizio segna uno spartiacque nella storia dell'Italia: finisce l'alleanza con la Germania nazista e contestualmente iniziano gli ultimi sedici mesi di guerra, mesi difficili, di stragi, di bombardamenti e di rappresaglie, che portarono al 25 aprile del 1945, alla liberazione dell'Italia, alla fine del fascismo e della guerra.

Il giorno stesso della firma dell'armistizio gli anglo americani sbarcavano a Salerno iniziando a risalire verso Nord. Alla fine del 1943 l'Italia Meridionale è sostanzialmente libera e sotto il controllo del governo italiano che intento, il 13 di ottobre, ha dichiarato guerra alla Germania.

L'esercito regolare, subito dopo la divulgazione dell'Armistizio, sembrò sciogliersi come neve al sole: molti soldati tornarono alle famiglie e alla vita civile. Altri si unirono alle formazioni partigiane, in diversi casi prendendone il comando anche grazie alla loro esperienza sui campi di battaglia.

A cavallo tra il 1943 e il 1944 la storia d’Italia prende un’altra direzione

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Roma in via del Plebiscito si festeggia la deposizione di Mussolini e la formazione del governo di Badoglio, 1943
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In quelle settimane i cinegiornali Luce sono ancora controllati dal governo di Badoglio, ma dell'armistizio non troviamo alcuna traccia. Nel numero uscito il 7 settembre, quattro giorni dopo la firma di Cassibile, si parla dell'appello di Pio XII per la pace, facendolo ascoltare in voce.

Altri due numeri di questa serie di Cinegiornali usciranno il 20 e il 25 settembre, ma di essi in archivio sono presenti solo le locandine, dalle quali comunque si capisce che della nuova situazione che si sta creando in Italia non c'è traccia. D'altra il Partito Nazionale Fascista, dopo la liberazione di Mussolini da parte dei nazisti sul Gran Sasso, è rinato sotto il nome di Partito Fascita Repubblicano e ha creato a nord la Repubblica Sociale Italiana, in sostanza uno stato fantoccio, controllato dalla Germania Nazista con lo scopo di controllare più agevolmente il territorio ancora interessato dai combattimenti.

Già vediamo presenti, in fieri, tutti i segnali che condurranno, nei mesi successivi, alla guerra civile che insanguinò il nostro paese.

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