È così ingiusto morire, dal momento che siamo nati. Anna Magnani 45 anni dopo

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 25 settembre 2018

La fine dell'estate del 1973 è segnata da eventi drammatici: in Italia un'epidemia di colera colpisce prima Napoli per poi diffondersi in tutta la penisola causando alla fine più di venti morti e gettando un'ombra sinistra sulle condizioni del paese.

In Cile l'11 settembre un colpo di stato mette fine all'esperienze di governo di Salvador Allende e porta al potere una giunta sanguinaria guidata da Augusto Pinochet.

Ma è con l'autunno iniziato da qualche giorno, il 26 settembre, che arriva la notizia che colpì forse maggiormante l'opinione pubblica italiana: la morte a 65 anni di Anna Magnani, una delle attrici più brave e più amate.

Anna Magnani nell’Archivio

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Nastro d'argento 1946
Anna Magnani tra i premiati
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Paulette Goddard ed Anna
Magnani per i bisognosi
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La Magnani nelle Eolie per
girare il film Vulcano
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Sul set del film di
Visconti Bellissima
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Anna Magnani recita
alcune poesie di Trilussa
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La Magnani torna a calcare
il palconscenico
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La Magnani parla del nuovo
film Pelle di serpente
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Anna Magnani e
Massimo Ranieri
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Ciao Nannarella. A Roma
i funerali di Anna Magnani
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In archivio i documenti più vecchi che abbiamo sono sei foto presenti nel fondo teatro datate 1938 e 1939 che riprendono l'attrice mentre recita sul palcoscenico.

Il primo cinegiornale è invece del 1943: la Magnani è già un'attrice conosciuta e insieme ad altri colleghi tra i quali Totò e i fratelli De Filippo, partecipa ad uno spettacolo per i feriti di guerra. Non è la prima volta e non sarà l'ultima che l'attrice romana si presenterà a serate di questo genere: nel 1947 sarà nelle borgate povere di Roma e nel 1949 a un pranzo per bambini poveri.

Essendo famosa è tra le attrici che la Incom riprende quando nel 1948 si reca a votare e nel 1949 mentre scende in piazza con altri colleghi a difesa del cinema italiano.

Dagli anni Trenta agli anni Sessanta dodici scatti di Anna Magnani

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Anna Magnani e Augusto Marcacci impegnati in una scena, 1938
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Ma la Magnani è soprattutto il cinema italiano del dopoguerra: nel 1946 è premiata con il nastro d'argento per l'interpretazione di Roma città aperta. Premio che  riceverà altre quattro volte tra il 1948 e il 1957.

Nel 1947 viene premiata come migliore attrice a Venezia per L'onorevole Angelina.

Con La rosa tatuata del 1956 arrivano i maggiori riconoscimenti internazionali: l'Oscar e il Golden globe.

Due David di Donatello nel 1958 per Selvaggio è il vento, che le varrà anche la candidatura all'Oscar e l'Orso d'argento a Berlino e nel 1959 per Nella città l'inferno.

Anna Magnani è sempre al centro dell'attenzione e per motivi disparati: nel 1961 è festeggiata da letterati attori e registi per il premio Tor Morgana. E sempre nel 1961 l'UDI le assegna la Mimosa d'oro, attribuito alle donne che hanno contribuito con l'esempio e con le opere all'emancipazione femminile.

Non manca a serate di gala come le prime di film e di spettacoli teatrali, il suo primo amore cui è rimasta sempre molto legata.

Anche nel momento di massimo successo la Magnani resta una persona generosa e disponibile. Nel 1948 si presta con Rossellini a girare uno sketch  per il concorso dellla Incom Vista la svista.

Con il passare degli anni le apparizioni si diradano. L'ultimo cinegiornale in archivio prima della sua scomparsa è del 1971 ed è una serata per la consegna delle Maschere d'argento, premiazione cui l'attrice romana ha preso quasi sempre parte.

A meno di un mese dalla scomparsa il cinegiornale Radar rendeva omaggio alla memoria di Anna Magnani

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