Con le mani nella pellicola. Ricordando Folco Quilici

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 24 Febbraio 2019

Un anno fa, il 24 febbraio del 2018 ci lasciava Folco Quilici. Scrittore e documentarista italiano, il suo nome è legato all'Archivio Luce per molteplici ragioni: ha realizzato il lungometraggio L’Impero di marmo; il film-documentario L’ultimo volo i documentari Sicilia ’43Animali nella Grande Guerra e Lazio-Paesaggio e storia; ha inoltre filmato la regia dell'opera collettiva Storia d'Italia.

Una parte consistente del suo immenso repertorio di girato è stata acquisita dall'Archjvio Luce. Il Fondo Quilici è in corso di catalogazione e digitalizzazione a cura di Marilena Grassi che è stata per quarant'anni la montatrice del maestro. In questa intervista per archivioluce.com Marilena ricorda con emozione e nostalgia la sua vita in moviola accanto a Folco "con le mani nella pellicola".

Dall’archivio Quilici Alinari alcune foto tratte dai viaggi del regista durante le riprese dei suoi lavori

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Dall'Archivio Quilici Alinari foto in giro per il mondo
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Ripassare in moviola i filmati del maestro ti risveglia sicuramente tanti ricordi.
Ora che sto catalogando il suo infinito archivio di immagini è come se lui fosse ancora al mio fianco ad aiutarmi a riconoscere i luoghi e le sequenze che tante volte abbiamo mandato avanti e indietro nel tentativo di scegliere la scena giusta da montare. Posso dire che con lui ho girato, metaforicamente, tutto il mondo. Mi ha raccontato molto dei suoi viaggi e della sua vita avventurosa con aneddoti anche divertenti. Non finirò mai di ringraziarlo. Lui e le sue parole rimarranno per sempre nel mio cuore.

Quarant’anni di lavoro come montatrice per uno dei più gran di documentaristi italiani sono una rara esperienza.
Sono quarant’anni della mia vita con le mani nella pellicola. Anche oggi mi sembra di essere ancora lì, seduta in moviola, a montare e smontare scene di chissà quale documentario, con Oliva, il suo cane, seduto sui miei piedi e con Folco che continua a correggere il testo, scritto rigorosamente con la sua calligrafia incomprensibile.

Folco Quilici ha realizzato con te un numero infinito di film e documentari. Era un lavoro duro?
Era un lavoro duro, sì, ma bello. Riuscivo ad alzarmi e a sgranchirmi le gambe solo quando lui era al telefono con i vari giornalisti, direttori di rete e tanta altra gente che lo chiamava in continuazione; ma durava poco: presto eravamo nuovamente nel buio della moviola, a trasformare in immagini la sua sconfinata immaginazione mescolata a tanta cultura.

Cosa ricordi di Folco Quilici come persona?
La sua signorilità e gentilezza: una volta trovai sulla moviola una rosa rossa come ringraziamento per aver recuperato una scena importante da un negativo disperso.

Quilici presenta il film girato in Polinesia Tikojo e il suo pescecane

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