Niki Lauda, un robot vincente

Attualità, di redazione, 21 Maggio 2019

In molti lo chiamavano un robot, perché Niki Lauda calcolava sempre tutte le variabili di una gara con lo scopo di ridurre al minimo i rischi, che nell'automobilismo erano a quei tempi ancora molto alti. Ma calcolo o non calcolo il pilota austriaco, morto questa mattina in una clinica di Zurigo, è stato uno dei più forti piloti di Formula 1. Nel 1975, dopo undici anni, riportò il titolo in casa Ferrari e due anni dopo concesse il bis. In mezzo la sfortunata stagione del 1976 quando un terribile incidente sulla pista tedesca del  Nürburgring, lo costrinse lontano dai circuiti per una quarantina giorni, permettendo al suo storico rivale James Hunt, di laurearsi campione del mondo.

Lasciata la Ferrari Lauda passò alla McLaren con cui vinse il suo terzo e ultimo titolo nel 1984.

Monza 1975: Clay Regazzoni vince il Gran Premio d'Italia e Niki Lauda, arrivando terzo, il suo primo titolo mondiale

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Non sono molti i cinegiornali presenti in archivio che hanno come protagonista il pilota austriaco: il primo, che lo vede insieme al suo compagno di squadra Clay Regazzoni, è del 1973 quando i due piloti provano le vetture a Vallelunga. I due  sono ancora insieme negli anni successivi, su pista certo, ma anche davanti a una folla di giornalisti e supporter che li sottopongono a domande di diversa natura.

Dopo 40 giorni dal terribile incidente del Nürburgring, Niki Lauda torna in pista proprio a Monza dove, l’anno precedente vinse il suo primi mondiale

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