Quando Camilleri scrisse a Mussolini e lui gli rispose

Attualità, di redazione, 17 Luglio 2019

Tra gli autori più prolifici degli ultimi decenni, Andrea Camilleri, morto questa mattina a Roma, conobbe uno straordinario successo quando non era più giovanissimo. Basti pensare che La forma dell'acqua, il primo romanzo con Salvo Montalbano protagonista, è del 1994 e il suo autore aveva quasi settant'anni.

"Io sono nato nel ’25, cioè a dire tre anni dopo che il fascismo in Italia aveva preso il potere. Quindi sono stato un bambino allevato in pieno regime fascista, e per quello che può essere la mentalità di un bambino, beh, era uno splendido regime. Era una cosa meravigliosa".

Andrea Camilleri si raccontava così in un pezzo del 2013. Lo stesso nel quale ricorda di una lettera che scrisse al duce, nel 1935. Episodio sul quale torna in un documentario che il Luce produsse e distribuì nel 2016, Mio duce ti scrivo, di Massimo Martella.

Da una ricerca negli archivi della segreteria privata di Mussolini vennero raccolte molte lettere che gli italiani scrivevano al duce. In esse si chiedono favori, si diffamano nemici ma soprattutto si dichiara il proprio incondizionato amore, supporto e devozione. Tra queste lettere quella dello scrittore bambino, che scrive a Mussolini di voler andare a combattere in Abissinia. E il  cornuto rispose, rivela lo scrittore con aria divertita.

Dal documentario di Massimo Martella Mio duce ti scrivo del 2016

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Camilleri, come dicevamo sopra, di questo aveva già scritto nel 2013 nel libro I racconti di Nenè: "Di nascosto dai miei, e soprattutto senza dire niente a papà, perché capivo che, per quanto fascista, non sarebbe stato felice della mia idea, scrissi a Mussolini una lettera nella quale dicevo che volevo partire come volontario per l’Africa Italiana, per fare la guerra. Perché la mia voglia, il mio desiderio più forte, in quegl’anni, era di poter combattere e ammazzare gli abissini".

E Mussolini rispose: "Vi preghiamo di comunicare al giovane Balilla Andrea Camilleri che è troppo giovane per fare la guerra, ma non mancherà occasione. Firmato M di Mussolini".
"Infatti", chiosa Camilleri, "non mancò occasione negli anni che vennero".

E conclude: "Purtroppo quella lettera se la tenne il professor Innocenzo Pirandello, perché io oggi l’avrei appesa incorniciata in salotto, tanto la trovo divertente".

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