Vittorio Bachelet, un omicidio alla Sapienza

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 12 Febbraio 2020
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Vittorio Bachelet durante l'Assemblea generale dell'Azione Cattolica, 1961
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Il 12 febbraio del 1980 la follia omicida delle Brigate Rosse varca i cancelli dell'Università di Roma La Sapienza.

Vittorio Bachelet, già presidente dell'Azione Cattolica, giurista, docente universitario e vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha da poco terminato una lezione e con la sua assistente Rosy Bindi si sta recando verso l'uscita della facoltà di Scienze Politiche. Viene affrontato da un commando terrorista che lo colpisce a morte e poi fugge.
Il giorno dei funerali il figlio Giovanni, allora venticinquenne, pronuncerà delle parole che raramente si ascoltano in frangenti di questo genere: "Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri".
A parte le prime tre, risalenti agli anni Sessanta, le foto che pubblichiamo nella galleria qui sopra, appartengono al fondo Masterphoto e sono inedite nel nostro Archivio. Ci raccontano gli ultimi anni di vita di Vittorio Bachelet. Vicepresidente del CSM, prima con Giovanni Leone e poi con Sandro Pertini. Il giorno del suo omicidio, la gente attonita all'Università e poi la manifestazione unitaria del sindacato contro il nuovo omicidio delle Brigate Rosse.
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