Giornata Internazionale della Radio

Attualità, di redazione, 13 Febbraio 2020

Il panorama di una giornata radiofonica realizzata con il concorso degli artisti, dei maestri e delle orchestre dell'EIAR. La celebrazione della radio con tutti i personaggi che l'hanno resa grande e famosa.

La nascita della radio si fa risalire a fine Ottocento, ma è solo dagli anni Venti del Novecento che essa inizia ad affermarsi come mezzo di comunicazione di massa. Nel 1940 è quindi ancora uno strumento relativamente giovane. Ha bisogno di farsi conoscere e di farsi amare. Ecco la radio serve a questo.

Non è esattamente un documentario, quanto piuttosto un cortometraggio musicale che illustra la giornata tipo in radio dal primo notiziario del mattino via via fino a tutte le rubriche che accompagnavano nel 1940 chi ascoltava la radio.

Presenti diversi numeri musicali con interpreti di eccezione quali Nunzio Filogamo, Cinico Angelini, Pippo Barsizza e il Trio Lescano, solo per citarne alcuni.

Un documento moderno, a suo modo ironico, senza rinunciare alla propaganda e ai luoghi comuni: le donne sono galline, o comunque stanno troppo davanti alla toilette, e i "negri" sono cannibali.

È importante avere una radio

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Un militare manovra una radio da campo in piazza del Campo a Siena, 1929
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La radio ci accompagna sempre e da sempre anche nelle situazioni più impensate: ci può sposare, se stiamo combattendo in Grecia; ci distrae se siamo in un penitenziario minorile a Portici; ci può dare notizie del nostro paese se siamo in Libia.

La radio informa da ogni parte del mondo e arriva in ogni parte del mondo. Le antenne della radio sono enormi, e a volte possono anche avere forme consone all'emittente che le usa, come quelle di Radio Vaticana a forma di croce.

La radio raccontata dai cinegiornali Luce

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