Nilde Iotti, una madre della patria

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 9 Aprile 2020

La foto che apre questo pezzo è del 1947. Siamo a gennaio ed è la festa del tricolore. Sul palco ci sono il capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola, Alcide Cervi, il padre dei setti fratelli fucilati per rappresaglia il 28 dicembre del 1943 dai fascisti rerpubblichini, e in fondo a destra Nilde Iotti. È il primo documento presente in Archivio su di lei che, da pochi mesi, è una delle 21 donne elette per scrivere la Costituzione del nuovo stato Repubblicano. È molto giovane, appena 26 anni, ma già molte cose fatte alle spalle: è stata partigiana, presidente dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia e consigliera comunale. Sarà poi ininterrottamente deputata della Repubblica fino al 18 novembre del 1999 quando presentò le dimissioni per motivi di salute.

Protagonista della politica italiana, ma non dei Cinegiornali del primo decennio di storia repubblicana: la incontriamo infatti solo nel 1956, in occasione del decimo anniversario della Repubblica, quando viene presentata con queste parole: "Ecco la figlia adottiva di Togliatti con l'onorevole Iotti". Marisa Malagoli, era sì figlia adottiva del leader del PCI, ma lo era anche di Nilde Iotti, che con lui viveva dal 1946. In realtà nel 1950 la Settimana Incom aveva ripreso i due genitori mentre accompagnavano a scuola la figlia, ma poi quelle immagini non erano state montate nel servizio mandato in onda.

Neanche nei servizi che seguono l'attentato a Togliatti del 1948 Nilde Iotti è mai presente: forse per i tempi era un po' troppo.

Nel 1964 la sua diventa però una "presenza autorevole" in un dibattito sul divorzio e pochi mesi più tardi sarà in prima fila nel corteo funebre per Palmiro Togliatti.

Negli anni seguenti i cinegiornali si occupano ancora di Nilde Iotti, che dal 1972 è vice presidente della Camera. L'ultimo servizio è del 1979, in cui la vediamo in una delle sue prime uscite da presidente della Camera.

Nilde Iotti tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta

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Nilde Iotti e Palmiro Togliattidavanti a Palazzo Montecitorio, 1958
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"Onorevoli colleghi, con emozione profonda vi ringrazio per avermi chiamato col vostro voto e con la vostra fiducia a questo compito così ricco di responsabilità e di prestigio. Voi comprenderete, io credo, la mia emozione [...] per essere la prima donna nella storia d'Italia a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato. Io stessa, non ve lo nascondo, vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione. Essere stata una di loro e aver speso tanta parte del mio impegno di lavoro per il loro riscatto, per l'affermazione di una loro pari responsabilità sociale e umana, costituisce e costituirà sempre un motivo di orgoglio della mia vita".

Con queste parole, il 20 giugno 1979, Nilde Iotti inizia il suo primo intervento da Presidente della Camera. Per la prima volta in Italia, come lei stessa ricorda, una donna arriva ad una carica così alta. C'erano voluti 33 anni da quando le donne avevano conquistato il diritto di voto. Ce ne vorranno altri 40 per vedere una donna assurgere alla presidenza del Senato, seconda carica dello stato. Oltre, in 74 anni di storia repubblicana, non siamo riusciti ad andare.

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Inaugurata solennemente la V legislatura repubblicana

Nilde Iotti è una delle pochissime donne a essere eletta nel 1968

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