La Costituzione entra in fabbrica

Attualità, di redazione, 19 Maggio 2020

Nato da un'idea di Fabio Pellarin e Raffaele QuagliarellaLa Costituzione entra in fabbrica, di cui sopra possiamo vedere un promo, è un documentario di Istituto Luce Cinecittà che celebra i cinquant'anni dell'approvazione dello Statuto dei Lavoratori. Questa importante ricorrenza offre l'occasione di rivisitare un pezzo di storia del nostro Paese dal punto di vista del mondo del lavoro.

Approvato dalla Camera il 14 maggio del 1970 ed entrato in vigore il 20 dello stesso mese, lo Statuto dei Lavoratori ha in realtà avuto una gestazione ben più lunga. Se ne cominciò a parlare già nel 1920, quando Filippo Turati, socialista riformista, presentò in Parlamento una proposta di legge per l'approvazione di uno statuto di diritti civili, politici e sindacali. L'avvento del fascismo mise però fine a ogni discussione in proposito.

Se ne torna a parlare nel 1952 quando Giuseppe Di Vittorio, alla vigilia del terzo congresso della CGIL, così scrisse su L'Unità: "Io voglio proporre un'idea che avevo deciso di presentare al prossimo Congresso della Cgil […] facciamo lo Statuto dei diritti dei lavoratori all’interno dell’azienda. Formulato in pochi articoli chiari e precisi, lo Statuto può costituire norma generale per i lavoratori e per i padroni all’interno dell’azienda".

Ci vorranno però quasi altri vent'anni e la spinta del Sessantotto e dell'Autunno Caldo, prima che la legge n. 300, fosse approvata.

Lo Statuto ebbe sostanzialmente tre padri: Giacomo Brodolini, ministro del lavoro dal dicembre 1968 all'11 luglio 1969, quando morì per un tumore non facendo in tempo a vedere realizzato il progetto per cui tanto si era battuto; il suo successore Carlo Donat Cattin, che assicurò continuità al progetto e mise la firma su quella legge; il giuslavoralista Gino Giugni, che la scrisse e che dichiarò, ricordando quei mesi: "Fu un momento eccezionale, forse l’unico della storia del diritto in Italia: era la prima volta che i giuristi non si limitavano a svolgere il loro ufficio di “segretari del Principe”, da tecnici al servizio dell’istituzione, ma riuscivano ad operare come autentici specialisti della razionalizzazione sociale, elaborando una proposta politica del diritto".

Il documentario, che uscirà entro l'anno, parlerà di tutto questo, partendo dagli anni Cinquanta, e facendo ricorso a materiale di repertorio e a inteviste con alcuni dei protagonisti di quegli anni, tra i quali ricordiamo Giorgio Benvenuto, già segretario generale della UIL, Franco Liso, giusvalorista e allievo di Gino Giugni, Tiziano Treu, giuslavorista ed ex ministro del lavoro, Valerio Castronovo e Giuseppe Berta, storici dell'industria, Stefano Musso, storico del movimento operaio, Emanuele Stolfi, giornalista e storico, Adriano Serafino, sindacalista della CISL e Enrico Deaglio, giornalista.

Il 20 maggio 1970 è sicuramente una data da non dimenticare. Per la prima volta la Costituzione varca i cancelli delle fabbriche dalle quali era sempre stata tenuta lontana.

Il movimento sindacale e le lotte per i diritti in fabbrica

I mutamenti nei rapporti di lavoro prodotti dalle innovazioni tecnologiche e degli effetti del consumismo sulla vita degli operai. Gran parte del servizio è dedicata alle lotte operaie e alla battaglia per le riforme e lo statuto dei lavoratori

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