Vittorio Gassman, il mattatore

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 29 Giugno 2020

"Dai, Robe'! Che ti frega della tristezza? Lo sai qual è l'età più bella? Te lo dico io qual è: è quella che uno ha. Fino a quando schiatta... si capisce".

Così Bruno Cortona/Vittorio Gassman a Roberto Mariani/Jean-Louis Trintignant in quello che è considerato uno dei suoi capolavori, Il sorpasso, firmato nel 1962 da Dino Risi, regista con il quale Gassman lavorò in una quindicina di film, dal primo, nel 1960, Il mattatore, tratto da uno spettacolo che l'attore aveva recitato in teatro e in televisione e a cui si deve il soprannome che da quel momento gli rimase legato, all'ultimo, Tolgo il disturbo, del 1990, passando per titoli che hanno fatto la storia del cinema italiano quali I mostri, In nome del popolo italiano e Profumo di donna.

L'importanza di Gassman nel mondo del cinema e del teatro è testimoniata anche dai numeri presenti in archivio: 226 tra cinegiornali e documentari e circa 1200 foto alcune della quali ancora in corso di lavorazione come le prime, del fondo Teatro, risalenti al 1943, e le ultime, del fondo Masterphoto degli anni Novanta, della galleria qui sotto. Passandole velocemente in rassegna si può capire come Gassman riuscisse a passare da ruoli drammatici e commedie. Sapeva di essere bravo ma sapeva anche prendersi in giro, come quando, nel programma televisivo Tunnel, condotto da Serena Dandini, leggeva, con tono ispirato, cose improbabili tipo le bollette, i menù e gli annunci economici.

Dagli anni Quaranta ai Novanta, Gassman nell'archivio fotografico del Luce

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Vittorio Gassman durante lo spettacolo teatrale La nemica di Dario Niccodemi, 1943
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Il primo cinegiornale è del 1946, in cui Gassman è protagonista dell'adattamento teatrale di Rebecca al Quirino di Roma. Nel 1949 lo troviamo al festival di Venezia che firma autografi. Non si contano i premi che riceve: dal Nastro d'argento del 1959 per I soliti ignoti, alla doppietta del 1963, con Nastro e David di Donatello per Il Sorpasso.

È un divo, lo cercano per le più disparate ragioni e lui passa disinvoltamente dal fare, nel 1961, il testimonial per la Fiat 1300 con Ilaria Occhini, ad intervenire, l'anno successivo, a una tavola rotonda in cui si parla del cinema italiano.

Non mancano gli appuntamenti mondani: dalle prime dei film al matrimonio tra Fabrizio Capucci e Chaterine Spaak.

Il cinema lo impegna molto, ma il teatro resta la sua grande passione: nel 1966 porta in tournée negli Stati Uniti un'Antologia del teatro italiano; nel 1977 si esibisce nel teatro Tenda di Roma in un vero e proprio one man show.

Nel fondo di Mario Canale troviamo immagini relative ai lavori più recenti dell'attore, come La Famiglia che, nel 1987 gli valse il suo decimo David di Donatello, I soliti ignoti vent'anni dopo e I picari. E sempre tra i documenti di Mario Canale possiamo trovare le sequenze delle esequie di Vittorio Gassman.

Le donne hanno avuto un ruolo centrale nella vita di Gassman, dalle tre mogli Nora Ricci, Shelley Winters e Diletta D'Andrea, alle attrici Anna Maria Ferrero e Annette Strøyberg che tra il 1953 e il 1963 furono al suo fianco sia sul set che nella vita privata.

Gassman e la sua compagnia recitano per gli operai dell’Italsider di Piombino

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