La legge sul divorzio

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 1 Dicembre 2020

Approvata in via definitiva il 1 dicembre 1970, con l'opposizione di Democrazia Cristiana, Movimento Sociale Italiano, Südtiroler Volkspartei e Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica, la Legge 1 dicembre 1970, n. 898, Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale due giorni dopo ed entrerà in vigore il 18 dicembre successivo.

I Settanta, troppo spesso catalogati solo come anni di piombo, regalarono all'Italia alcune delle leggi più innovative della sua storia. Il 14 maggio dello stesso 1970, era stato approvato lo Statuto dei lavoratori. Nel 1978 fu la volta di altre due leggi fondamentali per la crescita civile del nostro paese: il 13 maggio la legge 180, in materia di trattamenti sanitari volontari e obbligatori, conosciuta come Legge Basaglia e che fece da apripista all'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Nove giorni più tardi, il 22 maggio fu la volta della legge 194 che depenalizza e disciplina l'interruzione della gravidanza.

Dai protagonisti della legge sul divorzio ai festeggiamenti per la vittoria del NO nel referendum del 1974

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Pietro Germi e l'onorevole Luigi Romano Sansone si recano ad un dibattito sul divorzio dopo l'uscita del film Divorzio all'italiana, 1962
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Quello sulla regolamentazione del divorzio era un problema di cui si dibatteva da tempo. Il primo cinegiornale presente in Archivio nel quale se ne parla è datato 1947: vengono intervistati padre Tondi, che lo considera un "attentato contro Dio e contro il paese" oltre che un grave peccato; Umberto Calosso,  per il quale è sì legittimo, ma ritiene il matrimonio un legame indissolubile ed eterno; Vera Carmi, per la quale il divorzio è "come un'operazione chirurgica, dolorosa ma necessaria"; Renato Angiolillo, che ritiene la famiglia un valore centrale; Vivi Gioi, la quale sostiene che "il divorzio rappresenti la premessa indispensabile per fare del matrimonio un'istituzione veramente onesta"; infine Guglielmo Giannini, per il quale la legge sul divorzio è inutile: chi ha cuore di abbandonare moglie e figli lo farà, legge o non legge.

Nel 1961 esce il film di Pietro Germi Divorzio all'italiana; è l'occasione per tornare a parlare dell'introduzione di una legge che regolarizzi il divorzio. A Milano, nel 1962 il regista partecipa a un dibattito con il parlamentare socialista Luigi Renato Sansone che si era fatto promotore di un disegno di legge in questo senso.

Nel 1964 a un congresso dell'Unione Donne Italiana, con la presenza di Nilde Iotti, si parla ancora di divorzio e anche se il giornalista fa dell'ironia appare ormai evidente che il problema deve essere affrontato in sede legislativa. Nel 1966 nasce così la Lega per l'istituzione del divorzio in Italia.

Il 1969 è l'anno della svolta: si susseguono manifestazioni nel paese e a dicembre approda in Aula grazie all'iniziativa del parlamentare socialista Loris Fortuna e liberale Antonio Baslini. È il primo passo. Per quello definitivo sarà necessario aspettare ancora un anno: il 1 dicembre quella sul divorzio è finalmente legge dello stato. L'onorevole Baslini si esprimerà così in un'intervista al Caleidoscopio Ciac.

Il giorno dopo l'approvazione della legge sul quotidiano cattolico Avvenire si comincia a parlare di referendum per la sua abrogazione. Referendum cui si arriverà nel 1974 e che con la netta vittoria dello schieramento contrario ad abolire la legge 898 del 1 dicembre 1970.

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