Ciao Raffaella

Attualità, di redazione, 6 Luglio 2021

Raffaella Carrà è morta senza che nelle settimane scorse fosse mai trapelata una voce sulla malattia che l'aveva colpita.

La Carrà, in un'Italia ancora bigotta, come quella degli anni Sessanta e Settanta, ha rappresentato una boccata d'aria fresca. Una canzone come Tanti auguri, uscita nel 1978, erano in pochi a potersi permettere di cantarla. Lei poteva, perché proprio in quello scorcio di decennio diventa l'icona che tutti abbiamo imparato a conoscere e molti ad apprezzare.

Raffaella Carrà ha attraversato cinquant'anni di televisione italiana. Già nel 1964 riceve il premio Spighe d'oro, ed è questa la prima occasione in cui la incontriamo in un cinegiornale presente in Archivio. Due anni dopo è ospite di Scilla Gabel

Un altro premio arriva nel 1971 ed è per Canzonissima: la Carrà comincia a diventare un volto molto noto. Ultimo servizio e ultimo premio è del 1979 a Salsomaggiore.

Con Pronto, Raffaella? la sua carriera compie un ulteriore salto in avanti. In quella trasmissione, in verità molto leggera, sono passati le persone più disparate: cantanti, attori, politici, anche madre Teresa di Calcutta, come è possibile vedere nella galleria fotografica qui sotto.

Trasmissioni televisive ne ha condotte tantissime: da Canzonissima a Milleluci, da Fantastico a Domenica in fino al Sanremo, del 2001.

Una selezione di foto della Carrà prevalentemente inedite nel portale dell’Archivio

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Raffaella Carrà a Canzonissima, 1974
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Sarebbe comunque riduttivo legare il nome di Raffaella Carrà solo alla televisione: è stata un'apprezzata cantante; ha interpretato più di trenta film diretta da registi quali Alessandro Blasetti, Mario Mattoli, Vittorio Sala, Mario Monicelli, Roberto Faenza, Carlo Lizzani e Steno, solo per citare i più conosciuti.

In televisione, oltre a trasmissioni di intrattenimento, ha preso parte anche a spettacoli di prosa cimentandosi con Pirandello, Diego Fabbri e Dino Buzzati.

Un grande successo lo ebbe anche in Spagna dove ha condotto diversi programmi tra il 1976 e il 2016. Tanto successo che il regista Pedro Aldomovar ebbe a dire di lei: "Raffaella Carrà no es una mujer, es un estilo de vida".

Raffaella Carrà nel 1967 si cimentava con un western

Raffaella Carrà in Archivio

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