Manuela Cacciamani, due anni da ad di CinecittàIn un'intervista all'AdnKronos L'A.D. Manuela Cacciamani traccia un bilancio dei primi due anni della sua esperienza alla guida di Cinecittà 31 Luglio 2026 PRIMO PIANO ’ad di Cinecittà Manuela Cacciamani, intervistata da Lucrezia Leombruni di AdnKronos, traccia un bilancio di due anni di mandato, sottolineando come il bilancio della società di Via Tuscolana sia in utile.“Siamo tornati in utile con oltre un milione di euro”, racconta all’Adnkronos, “ma in questo bilancio c’è l’esperienza umana dentro gli Studios più iconici del mondo: mettere insieme l’ambizione di tutelare l’azienda con quella di rispettare i diritti dei lavoratori è stata la sfida più grande”. Il risultato, sottolinea, è merito anche dei dipendenti: “Hanno dato fiducia, hanno trovato risorse profonde per superare momenti di crisi. Cinecittà è sempre stata bella e dannata, ha vissuto stagioni positive e negative, e questo ha rafforzato il senso di appartenenza”.Nel giorno del Cda, Cacciamani presenta un nuovo organigramma che punta su giovani, ricambio generazionale, welfare aziendale, parità di genere, tradizione che guarda al futuro e competitività internazionale senza dimenticare l’attenzione alle produzioni italiane. “Essendo ritornati in una stagione economica più favorevole, è stato possibile riequilibrare i livelli all’interno dell’organigramma. Sono molto contenta che molte figure femminili crescano all’interno del Contratto nazionale dei lavoratori”. Una crescita, precisa, fondata sulla “meritocrazia”: “Non sono né maschilista né femminista, sono umanista e ritengo che l’umanità vada protetta”. Tra i risultati concreti, il rinnovo del Contratto nazionale, fermo da anni, e la modifica della norma che impediva ai parenti di primo grado dei dipendenti di accedere alle graduatorie: “Era una preclusione ingiusta. Ora abbiamo anche figli di dipendenti tra gli stagisti”. Una scelta che valorizza mestieri manuali dove “la passione si tramanda in famiglia: si fa fatica a cercare un elettricista o un fabbro giovane”.La visione sul welfare aziendale passa anche dallo smart working: “Per lavorare bene bisogna essere sereni. Per questo abbiamo introdotto due settimane di smart working su quattro per madri e padri con figli sotto i dieci anni”. Un risultato ottenuto “grazie a un lavoro di squadra con il ministero della Cultura e la Dgca”. Per Cinecittà è arrivato il momento del ricambio generazionale: “Dopo una grande adesione all’esodo, stiamo cercando nuove figure, soprattutto perché con i nuovi teatri realizzati grazie al PNRR – un progetto concluso nei tempi e con successo – abbiamo bisogno di professionalità capaci di offrire i servizi per cui quegli spazi sono stati pensati”. Dopo due anni di mandato, Cacciamani sente di aver “messo insieme due dimensioni: quella umana e quella manageriale. Ogni azienda, per trovare la propria identità, deve capire qual è la sua missione. E un manager può – e deve – influire sui valori che vuole trasmettere a un’azienda. Su tutto il resto ha solo doveri, ma sui valori ha il diritto e la responsabilità di indicare una direzione”. Un’altra missione è stata “provare a trasmettere una visione”. Cinecittà “è sempre stata al centro dell’immaginario mondiale grazie a nomi che appartengono al passato, che rispettiamo e ringraziamo profondamente. Ma oggi dobbiamo costruire nuove storie, nuovi protagonisti, nuove competenze”. E uno dei punti più sentiti riguarda proprio il rapporto con i giovani: “Negli ultimi mesi mi sono resa conto che per molti ragazzi sta venendo meno la voglia di superare i nostri cancelli. In un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, il desiderio di avvicinarsi fisicamente a Cinecittà non è più scontato. E questo mi preoccupa: da bambina (suo nonno e suo padre sono stati dipendenti degli Studi, ndr) vedevo persone scavalcare il muro pur di girare una scena. Mi piacerebbe che quell’attaccamento non si perdesse”. Da qui nasce Short Attacks!, la call to action per autori e autrici under 35.Inoltre, “abbiamo ampliato le iniziative aperte al pubblico, aumentando l’apertura dei cancelli e programmando nuove attività”. Cinecittà oggi è più grande e può diversificare i servizi: “La governance dovrà aprirsi anche ad altre manifestazioni culturali legate alle immagini in movimento, dalle mostre immersive agli eventi celebrativi”. In vista dei 90 anni nel 2027, “tra marzo e aprile sono previste molte iniziative che coinvolgeranno il pubblico e il quartiere, perché Cinecittà è parte della città e del territorio che la circonda. Lì vivono famiglie storiche del cinema – stuntman, tecnici degli effetti speciali – che da generazioni abitano quel quartiere. È un patrimonio umano che va valorizzato anche dal punto di vista industriale”. Per i 90 anni arriverà anche un documentario, Girato a Cinecittà di Roland Sejko: “Alla presentazione mi piacerebbe che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, varcasse i cancelli: l’ultima volta fu Cossiga per i 50 anni”. E l’omaggio passerà anche da “uno spot che sarà diffuso a livello mondiale”. Sul fronte della competitività, Cacciamani è chiara: “Bisogna rimanere competitivi dal punto di vista del listino. Ci sono Paesi molto agguerriti dove il costo del lavoro è più basso: bisogna trovare un equilibrio costante tra investimenti e offerta, altrimenti si rischia di andare fuori mercato”. La competizione sugli incentivi fiscali è “enorme”, ma “l’Italia continua ad avere talenti di altissimo livello e una infrastruttura tecnologica che non ha nulla da invidiare a Hollywood. Grazie al PNRR, Cinecittà è oggi al massimo della sua performance”.Quanto alle produzioni, “sono terminate le riprese del nuovo film di Ficarra e Picone (La notte delle fragole, ndr) e abbiamo concluso con successo anche La Passione di Cristo: Resurrezione di Mel Gibson”. Nel frattempo, proseguono le riprese di Assassin’s Creed. Mentre quelle di Annibale con Denzel Washington sono state purtroppe sospese “per motivi interni alla produzione”. Il progetto “avrebbe occupato molti spazi fino al prossimo anno, per l’esattezza eravamo sold out, e chiaramente questo imprevisto a metà anno va gestito con cautela, ma la macchina commerciale non si è mai fermata “. I rapporti con gli Stati Uniti restano intensi: “Ci sono lunghe telefonate in corso con Martin Scorsese. Chissà”. E Cacciamani sogna “il ritorno di Terry Gilliam“. Scorsese potrebbe portare un progetto seriale, a quanto apprende l’AdnKronos.Cacciamani sta portando avanti una politica di inclusione delle produzioni italiane: “Ben vengano le grandi produzioni hollywoodiane, ma entrando a Cinecittà vorrei vedere tanti progetti italiani al lavoro”. Sul tema della parità di genere, Cacciamani osserva: “Nel mondo del lavoro molti ruoli chiave sono ancora occupati da uomini. Gli interlocutori che hanno il potere di far avanzare o bloccare un progetto sono spesso uomini. È un segnale evidente”. Ma l’ad crede che “le nuove generazioni se la caveranno meglio, hanno meno preconcetti”. Il rischio, per le donne, è “auto-escludersi: non proporci, non insistere, pensare di dover scegliere tra maternità e carriera, per cercare la perfezione. Se abbiamo contenuti e competenze, le aziende hanno bisogno di noi a prescindere dal sesso”.Alla domanda su quale sia il traguardo che rivendica con maggiore orgoglio, Cacciamani torna a parlare dei giovani: “Ho incontrato ragazzi e ragazze che mi hanno detto di vedere in me un modello di perseveranza” e “in un un mondo di comunicazione fugace, sapere che qualcuno raccoglie ciò che fai è un regalo “. E un sogno? “Che grazie a iniziative come Short Attacks! i giovani autori possano arrivare lontano, e perché no, anche agli Oscar”.Dall'archivio100 anni di LUCEIl MIAC apre al pubblicoCinecittà, la casa del cinema in ItaliaAuguri CinecittàLa nascita della città del cinema
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