L’estate bianca al Livrio

Un documentario di Fosco Maraini e Bernardo Seeber ci riporta all'estate del 1952 quando sulle montagne era ancora possibile sciare

L’estate, nell’immaginario collettivo, significa spiagge e mare. Ma c’è una fetta consistenze di persone, cresciuta nel corso dei decenni, che preferisce la montagna, il fresco e le camminate nei boschi. E c’è, o meglio sarebbe dire c’era, chi anche a luglio nel nostro paese si attrezzava per sciare. Guardando oggi le immagini del monte Corallo, dove è ambientato il documentario diretto da Fosco Maraini e Bernardo Seeber nel 1952, sembra difficile credere che solo una settantina su quelle montagne era possibile sciare nei mesi estivi. La crisi climatica che stiamo vivendo ha lasciato anche lo montagne più alte quasi prove di neve e su quella poca che si intravede è impossibile sciare.

Il documentario illustra una giornata estiva presso il rifugio Livrio sulle Dolomiti intorno a Cortina con i praticanti di sci che ricevono lezioni dai maestri ed esperti alpinisti che scalano con gli sci ai piedi il monte Cristallo: “È giorno, è giorno ehi è giorno, davvero. Quanta neve caduta stanotte. Le montagne ci attendono, e l’ora di prendere gli sci, le racchette, la giacca a vento, due zolle di zucchero in tasca ah la sciolina, dimenticavo, e partire.
Ieri eravamo ancora in pianura, in città, nell’afa d’un torrido luglio. Oggi fra i tre e i quattromila metri ci rituffiamo nell’inverno, un inverno tutto gelo e luce, tutto candore e purezza. L’estate è bianca al Livio“.