Quando l’archivio è un bene comune

Lunedì 7 settembre, dalle 11.00 alle 12.00, all’Italian Pavilion della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Sergei Loznitsa incontra AAMOD, Archivio Luce e Cineteca Nazionale

Presentato fuori concorso all’83ª Mostra di Venezia, Imperium nasce dalla collaborazione tra tre importanti istituzioni italiane impegnate nella conservazione della memoria audiovisiva: l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, l’Archivio Luce e la Cineteca Nazionale.

L’incontro racconterà il lavoro comune svolto sul patrimonio cinematografico conservato dai tre archivi e il modo in cui Loznitsa lo ha trasformato in una nuova opera. Immagini appartenenti a epoche e raccolte diverse tornano così sullo schermo e acquistano, attraverso il montaggio, la capacità di interrogare il presente.

Interverranno Sergei Loznitsa, regista di Imperium; Enrico Bufalini, direttore dell’Archivio Luce; Giovanni Pompili, produttore di Kino Produzioni; Steve Della Casa, conservatore della Cineteca Nazionale; Luca Ricciardi, responsabile della produzione dell’AAMOD. Modererà l’incontro Cristiana Paternò, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

IL FILM

IMPERIUM è costruito interamente con materiale d’archivio: 482 rulli di pellicola 16mm colore, per un totale di quasi 60 ore di girato, di cui sono in gran parte andate perdute le registrazioni sonore

Il film è un viaggio visivo e immersivo che attraversa i vasti territori dell’Unione Sovietica all’inizio degli anni 70’, in piena epoca brezneviana. Il film crea la propria narrazione a partire da materiali rimasti nell’oblio fino a quando, nel maggio 2024, il regista ne ha visionato alcuni estratti restando colpito dall’inedita libertà di quelle immagini distanti dalla retorica della propaganda sovietica. L’accurato paesaggio sonoro, creato interamente con la ricostruzione di rumori e suoni, aggiunti in post-produzione, esalta l’autenticità dell’esperienza.

“L’Unione Sovietica ha plasmato la mia infanzia – dice Loznitsacrescendo in Ucraina, mi sono presto reso conto di come la Storia venisse costantemente riscritta per servire gli interessi di chi deteneva il potere.

Ho capito che, nell’URSS, il passato non era una narrazione fissa, stabilita, ma uno strumento politico. Forse è per questo motivo che le immagini d’archivio occupano un posto centrale nel mio lavoro: esse conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o dalle distorsioni successive. Un approccio rigoroso alla storia è essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato. Questo è il mio credo artistico.”