Manifestazioni in tutta Italia per celebrare la Pasqua

Via Crucis a Roma, sacra rappresentazione in Romagna, la passione a Caltanissetta e i "perdune" in saio bianco a Taranto

La Pasqua e i suoi riti ci vengono mostrati in questo filmato tratto dalla Settimana Incom del 21 aprile 1949. Con la guerra terminata da meno di quattro anni, un paese che si avvia lentamente a uscire dagli anni bui della dittatura e del conflitto mondiale, un paese profondamente religioso come l’Italia della fine degli anni Quaranta del Novecento, i riti pasquali rappresentavano un’occasione per tornare uniti.

Si parte da Roma, dalla tradizionale via Crucis del Venerdì Santo: il cardinal Micara porta la croce circondato dalle lanterne degli incappucciati e padre Lisandrini, rievoca all’interno di quel Colosseo che vide il martirio dei primi cristiani “il dramma che sul Golgota espiò le ingiustizie e le feroce dei viventi sulla terra“.

A Romagnano, antica colonia romana, si mette in scena la passione di Gesù: “I legionari sbarcano dalla Sesia ogni Venerdì Santo. Passano in corteo le aquile sotto il mite sole piemontese che per qualche ora illumina scenari della Giudea e di Gerusalemme. L’usanza data da più di 200 anni, protagonisti del mistero, strumenti della passione, sfilano in corteo e Gesù avanza già avvinto dalle catene dei soldati“.

A Caltanissetta, gruppi scultorei tratti da opere di grandi artisti, portano in giro per il paese le sedici tappe della passione di Cristo.

Si torna nella capitale con le visite ai sepolcri della basilica di San Giovanni nel giorno di giovedì santo.

Infine Taranto dove “Venerdì Santo alle 17 i perdune sollevano il Cristo morto sotto il velo stellato. Ai loro lati procedono in marsina i maggiorenti della città con un laccio al collo. Ancora una volta il passo è lentissimo. Il corteo dovrà percorrere le vie fino all’alba del sabato Santo. Già le tenebre sono scese“.

Poi finalmente Pasqua dove “tra i prati, gli orti nei giardini vi aspetta l’appuntamento con la primavera. Puro lo sguardo su questo mondo che è risorto dall’inverno“.