Il carnevale di Viareggio del 1946

La guerra è finita da pochi mesi, esplode di nuovo la voglia di divertirsi e di dimenticare

Il carnevale ha ripreso i suoi diritti e le sue tradizioni. Siamo tornati a Viareggio per il corso del martedì grasso. I nuovi carri sono una lieta sorpresa per la folla che si accalca al loro passaggio applaudendone l’originale bizzarria“.

Siamo nel 1946, la seconda guerra mondiale si è conclusa da pochi mesi, l’Italia è ancora una monarchia e la gente ha voglia di dimenticare gli anni di stenti e di orrori appena trascorsi. Il carnevale di Viareggio è la migliore occasione per provare a non pensare a lutti e distruzioni e credere, magari solo per poche ore, che tutto tornerà normale.

Dagli anni Venti agli anni Settanta il carnevale in dodici scatti dell’Archivio Luce

Come racconta un articolo di History del 2023 dedicato ai 150 anni del carnevale di Viareggio, non fu semplice organizzare quell’edizione del 1946: “Dopo gli orrori della guerra il ritorno al Carnevale non fu facile, senza attrezzature, ne risorse e con altre urgenze da risolvere: ricostruire le case, riattivare il porto, sistemare la spiaggia. Il Lungomare ancora portava i segni dei carri armati tedeschi e poi americani. L’organizzazione fu presa in mano da un comitato d’onore presieduto dal sindaco Ciompi con il Presidente del CLN. Il comitato esecutivo fu affidato a Fernando Tofanelli. I maestri ripresero a lavorare anche aggregandosi e trovando luoghi di fortuna: sotto le logge del mercato, al Politeama, negli spazi lasciati dalle case distrutte. I corsi furono due (3 marzo che saltò per pioggia e martedì grasso il 5 marzo) e a ingresso libero“.