Primavera siciliana, 1936

Diretto da Pietro Francisci il documentario propone gli aspetti sereni della costiera di Taormina con l'incanto dei suoi monumenti all'inizio della primavera

Si racconta che una filantropica divinità, viaggiando per i cieli di questo mondo, smarrì la bisaccia colma delle molte bellezze che intendeva distribuire un po dappertutto. La bisaccia cadde sulla Sicilia e i doni si sparpagliano per l’isola che reca ancora visibili le impronte del pollice divino da cui fu plasmato“.

Inizia così questo breve documentario di Pietro Francisci che attraverso immagini suggestive e bellissime della Valle dei templi di Agrigento e del teatro greco di Siracusa ci mostra lo splendore della Sicilia nei giorni in cui l’inverno lascia il posto alla primavera.

L’Etna imbiancato lascia intendere che siamo ancora nella stagione fredda, ma gli abiti dei turisti e le prime escursioni al mare ci dicono che la primavera è realmente alle porte.

Le rappresentazioni teatrali ci ricordano che siamo in una terra in cui bellezza e cultura si tengono: “Famosa un tempo per i suoi edifici teatrali, Siracusa conserva ancora, come questo anfiteatro romano suggestivamente dimostra, le orgogliose vestigia del suo passato. Ma i fasti di questi teatri non si esauriscono nel ricordo lontano e approssimativo di uno splendore che fu quello splendore ancora vivo, e il suo ricordo si perpetua nella realtà“.