Sul mare di Archimede

Diretto nel 1955 da Luigi Moschioni, il cortometraggio illustra le bellezze naturali e le risorse archeologiche e artistiche di Siracusa

Il mare che bagna Siracusa è conosciuto come il mare di Archimede. La leggenda vuole che nel 214-212 a.C, durante l’assedio dei romani alla città sicula, lo scienziato siracusano fece costruire delle grandi superfici riflettenti che direzionando i raggi del sole verso le navi dei romani le distrussero salvando la città.

Da questa leggenda parte il documentario di Luigi Moschioni e con un po’ di enfasi e con una preoccupazione tipica di quegli anni chiosa: “Ogni dominazione, ogni epoca, ha lasciato un’impronta qui sull’isola Ortigia, dove Archimede piazzò le sue macchine che parvero infernali ai Romani, ma erano soltanto il preludio della bomba atomica“.

Inizia quindi un viaggio tra le bellezze di Siracusa e i suoi abitanti: i pescatori il cui lavoro si ripete uguale da secoli e uguale rimane la loro fatica.

La acque del fiume Ciane dove cresce, unico caso in Europa, la pianta del papiro; la tomba di Archimede, il castello Eurialo, le mura di Dionisio: tutto a Siracusa parla di un passato nobile e grandioso.