Ungheria eroica

Nella notte del 4 ottobre del 1956 le truppe sovietiche entrano a Budapest. La Settimana Incom racconta i giorni della rivolta ungherese dell'autunno 1956

Ci aveva provato Berlino Est nel 1953, ci proverà la Cecoslovacchia nel 1968 con la Primavera di Praga. Ma anche in quelle occasioni, come 70 anni fa a Budapest, il risultato fu sempre lo stesso: arrivo delle truppe del Patto di Varsavia e repressione.

Il numero speciale de La Settimana Incom dell’11 novembre racconta i giorni che precedettero l’invasione dell’Ungheria con toni enfatici e solenni fin dal titolo: Ungheria eroica: “Questa è la cronaca dell’epica e mortale lotta sostenuta da un popolo per il proprio riscatto. L’impassibile occhio della macchina cinematografica ha fissato queste immagini perché il mondo civile sappia e mediti. Come tante volte nella storia dell’umanità, sono generose mani di studenti ad impugnare quella fiaccola. A quei giovani, con un moto che si propaga spontaneo e fulmineo nella grande metropoli, si affiancano migliaia e migliaia di operai, impiegati, professionisti, giovani e vecchi, persino dei bimbi, persino i malati. L’intera Budapest reclama che al Paese vengano restituite la dignità di nazione e l’indipendenza“.

Nel novembre del 1956 si era in piena guerra fredda e l’Ungheria, era stato deciso a Jalta, faceva parte del campo orientale. Anche per questo l’Occidente, pur appoggiando la rivolta del popolo magiaro, rimase inerme quando il 4 le truppe sovietiche, dopo aver finto di ritirarsi, tornano a Budapest mettendo fine ai sogni di libertà della popolazione ungherese. Ma, come concludeva Guido Notari, il giornalista della Incom, la sua cronaca dall’Ungheria,”I cingoli dei carri armati bolscevichi non potranno mai più cancellare la parola libertà che gli eroici figli d’Ungheria hanno scritto con loro sangue sul suolo della patria“.