Adolfo Celi tra cinema e televisione

Da Sandokan ad Amici miei passando per Bunuel, la carriera di un grande attore

Spesso gli attori restano legati, nell’immaginario collettivo del pubblico, a ruoli che hanno finito per diventare iconici. Adolfo Celi, scomparso il 19 febbraio del 1986, non sfugge a questa regola non scritta del cinema: sir James Brooke, l’arcinemico di Kabir Bedi in Sandokan e il professor Alfeo Sassaroli nei tre capitoli di Amici miei, sono sicuramente i personaggi per i quali più spesso viene ricordato.

La sua carriera è stata lunga e piena di successi: quasi novanta film interpretati, diretto da alcuni dei più grandi registi del secolo scorso da Luigi Zampa, con il quale esordì nel 1946 in Un americano in vacanza a Nanni Loy, che lo diresse nella sua ultima interpretazione nel 1985, Amici miei atto III, passando per Comencini, Gregoretti, Montaldo, Monticelli e Zeffirelli solo per citarne alcuni. Con una parentesi americana diretto, tra gli altri, da Carol Reed e Terence Young.

Nel 1974 Luis Bunuel lo volle nel cast de Il fantasma della libertà. Del grande regista spagnolo Adolfo Celi parla nell’intervista qui sopra del 1985: “Un personaggio misterioso che ha attraversato la mia vita per una felice circostanza e mi ha permesso di fare una cosa molto bella, molto misteriosa, ecc. L’ho conosciuto un’ora prima di cominciare a lavorare. Mi aveva scelto, non so per quale ragione, ma detto che aveva una certa stima di me e io non sapevo che dire perché di fronte a personaggi così, uno non fa altro che stupirsi, anche perché non possono dare molto più di quello che hanno già detto altri“.

Più avanti racconta un episodio curioso sul set del film e parla dei suoi progetti futuri tra i quali la serie per la televisione Aeroporto internazionale.