Un Presidente partigiano

Il 25 settembre del 1896 nasceva Sandro Pertini. Dopo aver svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro i nazi fascisti, intraprese una carriera politica che lo portò, nel 1978, al Quirinale

Nato il 25 settembre 1896, Sandro Pertini è stato uno dei maggiori protagonisti della storia dell’Italia repubblicana. Medaglia d’argento al valor militare durante la prima guerra mondiale, fu tra i maggiori esponenti della Resistenza, uno dei momenti più alti della storia d’Italia. Resistenza che Pertini celebrò e ricordò più volte. Concludendo il suo discorso di insediamento dopo essere stato eletto Presidente della Repubblica l’8 luglio del 1978 dichiarò: “Non posso, in ultimo, non ricordare i patrioti coi quali ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza“.

Tratti dal documentario Resistere a Roma diretto da Giuseppe Ferrara nel 1966, in questi brani il futuro presidente della Repubblica racconta due momenti salienti del suo percorso resistenziale nella Capitale: la sua evasione con Giuseppe Saragat, dal carcere di Regina Coeli il 20 gennaio del 1944 e la decisione presa insieme a Giorgio Amendola e Riccardo Bauer, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio, di spostarsi al Nord perché “ci persuademmo che il nostro posto non era più qui in Roma, ove ormai il Comitato di Liberazione si apprestava a costituire il nuovo governo. Amendola ed io non aspiravamo a poltrone ministeriali; la nostra unica volontà in quel momento era di continuare la lotta contro il nazifascismo, ed entrambi ci recammo quindi nel Nord. E finalmente nel Nord, noi nella primavera, nell’aprile del 1945, avemmo la soddisfazione di poter fare quella insurrezione che non riuscimmo a fare in Roma“.