David Riondino, un cantastorie politico e surreale

Scrittore e cantautore, l'attore toscano racconta la sua esperienza sul set del film Cavalli si nasce

David Riondino, scomparso il 29 marzo all’età di 73 anni, è stato tante cose: scrittore, cantautore, attore e regista aggiungendo in ognuno di questi campi la sua vena surreale.

Ha pubblicato una quindicina di dischi anche se la sua canzone forse più conosciuta, Maracaibo, del 1981, fu cantata da Lu Colombo.

Al cinema esordisce nel 1980 in Maledetti vi amerò, diretto da Marco Tullio Giordana. In seguito sarà diretto dai fratelli Taviani, da Gabriele Salvatores, Enrico Ghezzi e Sabina Guzzanti.

Nel 1988 è tra i protagonisti del film di Sergio Staino Cavalli si nasce insieme a Paolo Hendel. In questa occasione viene intervistato da Mario Canale.

L’attore toscano parla inizialmente del suo personaggio Ottavio: “Ottavio è un fetentone, in pratica. Ottavio è un giovane nobile che decide di partire verso il sud nel 1832 sulle orme di Goethe, il quale Goethe che nel film è pronunciato molto Gute, un po come i giovanotti più o meno mondani e più o meno di oggi pronunciano i nomi americani quando dicono Levais … È un fanatico di cose avvenute prima nell’ambito culturale e che sfugge un po’ alla cupa e mediocre Toscana, lo era abbastanza anche allora, e cerca la classicità, cioè cerca le cose che Goethe dice di trovare nel viaggio in Sicilia, cioè una specie, diciamo di paganesimo venato da altre cose già quasi romantiche, insomma. Ottavio in particolare è convinto che la natura sia buona“.

Più avanti accenna a come è nata la sceneggiatura e parla del regista, Sergio Staino e delle differenze tra quando dirige Tango, la rivista di satira da lui fondata, quando disegna Bobo, il suo personaggio più famoso e quando si mette dietro una macchina da presa: “ha le idee molto chiare su quello che vuole“. Aggiunge che conoscendolo bene non si aspettava un film politico e non si aspettava tanta precisione nella realizzazione del film.

Parla poi del rapporto di Staino e del suo con Napoli, per il regista, un rapporto già consolidato e per lui invece una novità.

Parla poi degli altri attori, da Vincent Gardenia a Paolo Hendel, “una persona deliziosa e di ottima pasta. E io ho conosciuto quella pasta. Lo conosco da quando abbiamo 18 anni“. Con lui non c’è mai stata rivalità, al limite un punzecchiarci continuo.

In conclusione Riondino racconta di come e perché ha iniziato a fare spettacolo, delle sue esperienze in televisione e del fatto che non ha mai privilegiato un’attività rispetto all’altra.

Le foto della galleria, tutte risalenti ai primi anni Novanta, non sono ancora online sul portale dell’Archivio e fanno parte di fondi di recente acquisizione e ancora in corso di catalogazione: Blow Up, MasterPhoto, Sandro Roticiani e Rocco Trabucco. In esse vediamo un giovane David Riondino in alcune delle sue tante attività: collaboratore del settimanale satirico Cuore diretto da Michele Serra; animatore del Maurizio Costanzo show, lo spettacolo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico; attore con Paolo HendelSabina Guzzanti, con la quale ha avuto negli anni Novanta una relazione.