Il mistero della morte di Ernest Hemingway

Il 2 luglio del 1961 lo scrittore americano, tra i più apprezzati del secolo scorso, si toglie la vita sparandosi con un fucile

Il 2 luglio del 1961 Ernest Hemingway, uno dei maggiori scrittori americani del secolo scorso, si uccide sparandosi un colpo di fucile. La Settima Incom nel servizio che gli dedica, parla di mistero, lasciando aperta la possibilità che il colpo fosse partito accidentalmente mentre Hemingway stava pulendo la sua arma e riferendo che anche i famigliari propendevano per questa ipotesi. Mary Welsh, la quarta moglie dello scrittore solo cinque anni più tardi, in una lunga e sofferta intervista rilasciata ad Oriana Fallaci per l’Europeo, raccontò degli eccessi del marito, dell’alcol, della depressione che lo aveva afflitto negli ultimi anni della sua vita e che si era aggravata negli ultimi mesi, ed ammise infine che lo scrittore si era effettivamente suicidato.

Lo scrittore americano ha avuto un rapporto molto stretto con diversi paesi europei dalla Francia, alla Spagna, noto il suo amore per le corride che descriverà in Fiesta, e l’Italia dove ambienta il romanzo Addio alle armi, nel quale racconta episodi della prima guerra mondiale, cui aveva preso parte come autista di ambulanze.

In Italia torna nel 1948 e La Settimana Incom lo celebra come “uno dei più grandi romanzieri viventi“. E aggiunge: “È timido nel parlare, questo scrittore spavaldo che sembra guardare il mondo dall’esterno e viceversa lo rivela nell’essenza“.

Nei romanzi di Hemingway si leggono in controluce le sue esperienze e le sue passioni: dai già citati Addio alle armi e Fiesta a Per chi suona la campana, sulla sua partecipazione alla guerra civile spagnola, da Verdi colline d’Africa in cui emerge la sua passione per la caccia, a Il vecchio e il mare sulla pesca, romanzo per il quale ricevette il premio Pulitzer 1953. L’anno dopo il Nobel per la letteratura suggellò la sua straordinaria carriera di scrittore.