2 giugno 1946: l’Italia sceglie la Repubblica

Chiamati a stabilire se confermare la Monarchia o darsi, con la Repubblica, una nuova forma istituzionale, gli italiani, con uno scarto di due milioni di voti, decidono che il tempo dei Savoia era definitivamente tramontato

“Infine De Nicola telegrafò a Saragat: “Mi inchino con animo reverente e commosso difronte alla volontà sovrana dell’Assemblea Costituente”. La Repubblica era così nata per volontà del popolo, aveva un’assemblea di deputati eletti per formulare la nuova Costituzione e aveva in De Nicola un presidente attento, scrupolosissimo, proverbiale per la sua onestà. Un gran galantuomo insomma e una delle menti giuridiche più acute su cui l’Italia potesse contare. La repubblica era ormai una realtà concreta.

Le immagini qui sopra sono tratte dal documentario Dalla Monarchia alla Repubblica prodotto dalla INCOM e curato da Jacopo Rizza su testo di Nicola Adelfi.

Sono passati 80 anni da quel 2 giugno 1946 che cambiò il volto istituzionale del nostro paese. Dopo 85 anni di regno, iniziato il 17 marzo del 1861, i Savoia sono costretti dal voto popolare a lasciare il paese. Vittorio Emanuele III aveva abdicato a favore del figlio Umberto II il 9 maggio precedente. Una mossa tardiva che consentì comunque alla monarchia di raccogliere 10.719.284 voti a fronte dei 12.717.923 della Repubblica. Voti concentrati soprattutto nel Sud del paese che aveva patito meno gli orrori degli ultimi mesi di guerra. Troppe erano però le colpe che gravavano sulla casa regnante, dall’incarico a Mussolini senza passare per elezioni alla proclamazione delle leggi razziali nel 1938 fino all’entrata in guerra del 1940 e alla fuga dei sovrani a Brindisi dopo la firma dell’armistizio.

L’Italia aveva voglia di voltare pagina e lo fece quel 2 giugno. Gli uomini e, per la prima volta anche le donne, si recarono alle urne oltre che per il referendum anche per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente che nel successivo anno e mezzo redassero la nuova Costituzione del paese.