Indro Montanelli e il mestiere di inviatoIl 22 luglio del 2001, 25 anni fa, ci lasciava una delle grandi firme del giornalismo italiano. In un'intervista dei primi anni Novanta racconta la sua vita da inviato speciale 22 Luglio 2026 Timeline Quando Indro Montanelli rilascia questa intervista, il muro di Berlino è stato abbattuto da meno di tre anni. Trattandosi sicuramente dell’avvenimento più importante della fine del secolo scorso, l’intervista parte da lì. Montanelli dice che gli sarebbe certamente piaciuto poter descrivere da inviato la fine del blocco sovietico ma aggiunge: “Certo, mi dispiace di aver perso quello spettacolo, che in realtà poi come spettacolo era modesto, ma il suo significato quindi era uno di quei fatti per cui era superfluo stare sul posto. Si poteva benissimo commentare anche a distanza, perché è il significato simbolico, che cosa ha significato il crollo del muro di Berlino che mai io mi sarei immaginato così repentino e rovinoso. Sapevo che piano piano sarebbe stato demolito, ma non mi immaginavo che la cosa andasse in maniera così traumatica“.Più avanti Montanelli parla del giornalismo e più specificatamente del lavoro di inviato speciale: “c’è la concorrenza della televisione che ha cambiato lo stile e i modi dell’inviato speciale. L’inviato speciale oggi deve tenere presente che il suo lettore ha già visto in immagini quello che lui si accinge a scrivere. E allora che cosa può fare? Più che dare una visione plastica, diciamo così, degli avvenimenti, che era la forza di noi inviati speciali, quando io cominciai, deve dare un’interpretazione di questi fatti che noi invece non davamo perché la nostra legge era di riprodurre la cronaca dei fatti senza il commento“.Tra gli altri temi Montanelli affronta quello di come si lavorava ai tempi del fascismo, della sua esperienza al Corriere della Sera, condendola con aneddoti, come quello inerente la sprovvedutezza di Dino Buzzati, “al quale bisognava ogni giorno spiegare chi era Buzzati, perché lui non lo sapeva. Noi lo chiamavamo cretinetti“. Indro Montanelli con Eugenio Scafari, anni Ottanta Indro Montanelli con Susanna Agnelli durante la trasmissione televisiva Serata Garibaldi, 1983 Indro Montanelli durante il convegno organizzato da La Voce su Seconda repubblica e quarto potere, 1994 Indro Montanelli con un amico a passeggio, anni Novanta Indro Montanelli stringe la mano a Francesco Rutelli, anni Novanta Indro Montanelli a passeggio con Ferruccio De Bortoli, anni Novanta Indro Montanelli con una copia del suo giornale La Voce, 1994 Indro Montanelli con Furio Colombo, anni Novanta Indro Montanelli con Paolo Mieli, anni Novanta Indro Montanelli intervistato da Bianca Berlinguer, anni Novanta Indro Montanelli stringe la mano a Beniamino Placido, anni Novanta Indro Montanelli con il papà di Ilaria Alpi, anni Novanta Indro Montanelli tra Alessandro Curzi e Vittorio Emiliani, anni Novanta Indro Montanelli con la moglie Colette Rosselli, giornalista anche lei con lo pseudonimo di donna Letizia, anni Novanta Indro Montanelli stringe la mano a Walter Veltroni, anni Novanta Indro Montanelli con il direttore di Rai 3 Angelo Guglielmi, anni Novanta Parla poi de Il Giornale, che fondò nel 1974 dopo aver lasciato il Corriere che per i suoi gusti si era spostato troppo a sinistra: “Sono rimasto per dieci anni nel ghetto, perché era proibito di fare il mio il mio nome. Addirittura mi son trovato nel mirino dei killer. Ho pagato la mia indipendenza di giudizio, però i fatti mi hanno mi hanno dato talmente ragione che quasi me ne vergogno“.Infine parla del futuro del giornalismo, di come le nuove tecnologie lo cambieranno. Davanti ai computer che si vanno affermando, fa presente con orgoglio che lui usa ancora la macchina da scrivere e infine ricorda di quando a San Vittore aveva conosciuto Mike Bongiorno.Non andò così 20 anni dopo. Nel 1994 quando Silvio Berlusconi, diventato editore de Il giornale, entrò in politica e decise di schierare il quotidiano al suo fianco, Montanelli, già ottantacinquenne, lasciò la sua creatura e fondò La Voce, con voluto richiamo all’omonima rivista di Giuseppe Prezzolini, che però restò in edicola un solo anno. Per una crudele legge del contrappasso nel 1994 lo stesso Montanelli apparse ai suoi vecchi lettori come troppo di sinistra.L’intervista a Montanelli e tutte le foto a corredo dell’articolo compaiono per la prima volta sul portale dell’ArchivioVai alla timelineDall'archivioNella vecchia trattoria milanese della Pesa, sfida tra cucine lombarda e cucina toscana: Montanelli fa parte della giuria di buongustai, 1949Lo specchio della vita come nasce un grande settimanale illustrato, 1949Roma: I sogni muoiono all'alba di Indro Montanelli, 1960Il nuovo saggio di Indro Montanelli "L'Italia dei secoli bui". Intervista al giornalista nel suo attico di Piazza Navona, 1965Montanelli presenta una nuova enciclopedia che ci insegna a vivere sani, 1967La presentazione, alla libreria Rizzoli di Milano, del libro di Indro Montanelli e Roberto Gervaso: L'Italia del Seicento, 1969Milano: presentati tre libri su Napoli, Roma e Milano, 1969Editoria: presentato " L'Italia dei notabili" di Indro Montanelli, 1974Milano: Intervista con Indro Montanelli, 1975Indro Montanelli nell'Archivio fotografico
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