Le Brigate Rosse uccidono Aldo Moro

In via Caetani nel centro di Roma le Brigate Rosse fanno rinvenire il cadavere di Aldo Moro

9 maggio del 1978 sono passati 55 giorni dal sequestro dell’onorevole Aldo Moro e del massacro della sua scorta. 55 giorni durante i quali le Brigate Rosse diramano 9 comunicati nei quali aggiornano con cadenza quasi settimanale l’evoluzione del sequestro e del processo che hanno intentato a Moro: Il primo arriva il 18 marzo, due giorni dopo la strage di via Fani, con una foto del presidente della DC per dimostrare che era vivo. L’ultimo arriva il 5 maggio: “A parole non abbiamo più niente da dire alla DC, al suo governo e ai complici che lo sostengono. L’unico linguaggio che i servi dell’imperialismo hanno dimostrato di saper intendere è quello delle armi, ed è con questo che il proletariato sta imparando a parlare. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato“.

Da quella che i terroristi chiamano la prigione del popolo partono anche numerose lettere che Aldo Moro scrive a compagni di partito, a politici, famigliari e al pontefice Paolo VI. In esse il leader democristiano prova a intercedere per la sua vita. Con Cossiga, ministro degli interni, è molto esplicito: “Inoltre la dottrina per la quale il rapimento non deve recare vantaggi, discutibile già nei casi comuni, dove il danno del rapito è estremamente probabile, non regge in circostanze politiche, dove si provocano danni sicuri e incalcolabili non solo alla persona, ma allo Stato. Il sacrificio degli innocenti in nome di un astratto principio di legalità, mentre un indiscutibile stato di necessità dovrebbe indurre a salvarli, è inammissibile“.

Tra sedute spiritiche e falsi comunicati che sembrano avere l’intento di depistare, si arriva al 9 maggio. Solo il giorno prima una crepa sembrava essersi aperta nelle file della Democrazia Cristiana: alla direzione convocata per il giorno successivo Amintore Fanfani, uno degli uomini più in vista del partito, avrebbe aperto a una trattativa. Ma nel corso della mattinata del 9, in via Caetani, in pieno centro a Roma, a poche centinaia di metri dalle sedi nazionali della DC e del PCI, le Brigate Rosse fanno rinvenire il cadavere di Aldo Moro, nel portabagagli di una Renault rossa. Si conclude nella maniera più drammatica una delle pagine più scure della storia dell’Italia repubblicana.