Luigi Comencini racconta come nascono le sue sceneggiature

'La sceneggiatura non è un romanzo, è un testo sul quale il regista fa il film ossia da' il vero stile al racconto'. l'8 giugno 1916 nasceva il regista che più di altri ha saputo raccontare il mondo dei bambini

In questa intervista, non datata ma quasi certamente rilasciata nel 1960, Luigi Comencini, nato a Salò l’8 giugno 1916, rispondendo a una domanda del giornalista della Incom che chiedeva quanto l’ambiente in cui vive a cominciare dalla sua casa, sia parte essenziale del suo lavoro, risponde: “No, direi di no. È parte essenziale di una vita che io cerco di farmi abbastanza comoda e confortevole. Io credo che il lavoro si può svolgere dovunque. Sono un regista e quindi il vero lavoro di un regista si svolge dietro la macchina da presa, quindi nelle strade, in campagna, dappertutto. Però qui nascono i copioni, che sono una parte essenziale del film. Questi vengono scritti qua“.

Più avanti il regista, parlando più specificatamente del suo lavoro, dice di non aver mai scritto sceneggiature da solo ma sempre in collaborazione con altri perché il cinema è un’opera collettiva. “Sono anche io contrario a quelle sceneggiature fatte da sei sette persone. Questo vuol dire che la sceneggiatura è stata fatta dagli uni e poi rifatta dagli altri. Io penso che il modo migliore per fare una certa sia una squadra omogenea di persone affiatate“.

Infine Comencini manifesta una grande stima per i suoi collaboratori letterari e i copioni anche perché “forse i film sono i migliori romanzi italiani di oggi o almeno gli unici che si leggono

Luigi Comencini con Carlo Lizzani durante una serata organizzata dall'editore Salvatore Sciascia

Da Proibito rubare del 1948 a Marcellino pane e vino del 1991, sono 42 i film che Luigi Comencini ha diretto in quasi mezzo secolo di carriera, firmando alcune pellicole tra le più rappresentative del cinema italiano del Novecento, da Pane, amore e fantasia, Orso d’argento a Berlino nel 1954, Pane, amore e gelosia, Tutti a casa, A cavallo della tigre, La ragazza di Bube, Incompreso e Lo scopone scientifico. Per la televisione ha girato nel 1972 Le avventure di Pinocchio, uno degli adattamenti più riusciti del libro di Collodi.

Nel 1946 riceve la Coppa dell’Istituto Nazionale Luce come migliore documentario italiano per Bambini in città che gli valse anche il Nastro d’Argento come miglior documentario. Nel 1967 ha vinto anche il David di Donatello per Incompreso.