Ettore Scola e il Romanzo di un giovane povero

Il 19 gennaio del 2016 ci lasciava il regista che con i suoi film ha raccontato l'Italia dagli anni Sessanta ai Novanta del secolo scorso

Ettore Scola muore a Roma il 19 gennaio del 2016. Era nato a Trevico nel 1931 ma, come racconta lui stesso in un’intervista a Mario Canale del 2003, “Vivendo a Roma da 70 anni e sono venuto a Roma quando avevo due anni, non è che sono di adozione, sono romano“.

Negli anni Novanta Scola dirige quattro film: Il viaggio di Capitan Fracassa del 1990, l’ultimo dei tre con Massimo Troisi, Mario, Maria e Mario del 1993, sul cambio nome del PCI, La cena del 1998 e Romanzo di un giovane povero del 1995, film di cui parla nell’intervista qui sotto: “Mi occupo sempre della realtà italiana in tutti i film, anche in questo c’è un problema che non è solo italiano, ma insomma qui è abbastanza forte perché abbiamo 4 milioni di disoccupati, cioè poco meno del 10% della popolazione, l’otto per cento della popolazione quindi è un problema serio, grave che deve essere risolto. E così mi appassionava fare un film certo realistico, certo sulla verità di oggi sulla nostra vita però sempre con l’ottica ravvicinata che è quella figlia del neorealismo cioè della dell’uomo qualunque seguito pedinato nei suoi momenti di gioia se ne ha o di dolori“.

Più avanti Scola affronta l’annoso problema della difficoltà del cinema italiano ad avere successo all’estero che imputa più a un problema di distribuzione che di qualità dei film; del suo legame con la cultura francese, dei personaggi del film e del fatto che sebbene potrebbe sembrare anche un giallo non lo ha pensato come tale, anche perché, spiega, è un genere che non lo appassiona particolarmente.