Il delitto Matteotti

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 10 Giugno 2024

"Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l'autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l'intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo".

Così Giacomo Matteotti nel suo ultimo discorso alla Camera del 30 maggio 1924 nel quale denunciava le violenze degli squadristi fascisti e i brogli nelle precedenti elezioni del 6 aprile precedente. Al termine del discorso, rivolgendosi al collega Giovanni Cosattini disse: "Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me".

Dieci giorni più tardi il deputato socialista veniva rapito e ucciso da sicari fascisti su ordine di Mussolini.

Tratto dal documentario di Pasquale Prunas e Roberto Rossellini, Benito Mussolini. Dalla marcia alla catastrofe, del 1962, sono ricostruiti i mesi che vanno dalle elezioni del 6 aprile 1924 all'intervento alla Camera, di Benito Mussolini del 3 gennaio 1925, con il quale il duce si assunse la responsabilità di quanto avvenuto il 10 giugno dell'anno precedente: "Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi".

Con l'approvazione delle leggi fascistissime Mussolini trasforma l'Italia in un regime. Ci vorranno vent'anni e una guerra mondiale prima che il paese possa tornare ad un assetto democratico.

Pensando al 10 giugno e al fascismo probabilmente la prima cosa che salta alla mente è la dichiarazione di guerra del 1940 con la quale Benito Mussolini trascinò il paese nel secondo conflitto mondiale.

Se quel 10 giugno può essere considerato l'inizio della fine del fascismo, ce n'è un altro di sedici anni prima, che segnò definitivamente la trasformazione dell'Italia in un paese totalitario. Il 10 giugno del 1924 infatti venne rapito e ucciso Giacomo Matteotti.

In molti sperarono che fosse quel 10 giugno a segnare la crisi del Fascismo, ma le cose andarono in maniera affatto differente.

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