Documentari Istituto Luce SpA (1962-1998)

Sotto la denominazione Istituto Luce S.p.A. è raccolta la produzione documentaristica del nuovo istituto diventato, a partire dall'agosto 1962, società per azioni inquadrata all'interno dell'Ente Autonomo di Gestione per il Cinema. Il nuovo corso di vita e attività dell'Istituto fu improntato, sulla scia - in parte - del precedente, a soddisfare le esigenze di documentazione e divulgazione cinematografica di enti e istituzioni pubbliche, a produrre film didattico-scientifici, cortometraggi su eventi, temi o problemi dell'attualità, documentari d'arte e collane in pellicola di soggetto geografico o storico-artistico o musicale. Abili e noti registi vennero impiegati per girare e montare i suddetti documentari che, spesso, per qualità tecnico-stilistica e spessore culturale, ottennero importanti riconoscimenti anche a livello internazionale
Se il "primo tempo" dell'ente nazionale Luce si conclude con un importante lungometraggio "La grande Olimpiade" di R. Marcellini del 1960, il "secondo tempo" dell'Istituto Luce S.p.A. si apre nell'ottobre 1962 con un altro documentario di attualità, di lunga durata, su un evento di rilevanza spirituale e culturale come il "Concilio Ecumenico Vaticano II" per la regia di A. Petrucci. Nel corso degli anni Sessanta l'Istituto riceve commesse statali e realizza film-documentari, di soggetto economico-industriale e turistico, per conto di vari enti pubblici servendosi di registi "specializzati" come - ad esempio - Daniele G. Luisi che gira "Una nuova fonte di energia" nel 1964. Prosegue la realizzazione di film didattico-scientifici, firmati per lo più da E. Trovatelli, e continua ad essere coltivato il filone del documentario d'arte, con un taglio più approfondito e "strutturale", come nella piccola serie "Analisi strutturali" dedicata all'opera di Masaccio. Non mancano incursioni documentaristiche che hanno il carattere dell'inchiesta sociologica, oppure iniziative di collane regionali come la serie di cortometraggi del 1968 intitolata "Italia allo specchio". Nel corso degli anni Settanta viene rilanciato e rinnovato, sotto la guida di Virgilio Tosi, il settore della cinematografia scientifica, mentre nel 1974 è avviata l' "Enciclopedia dell'Arte Italiana", una collana di documentari di elevata qualità sui grandi maestri e luoghi dell'arte italiana. "Giotto" di Antonio Moretti inaugura la serie, ed è il primo documentario italiano a ricevere una "nomination" da Oscar. Gli anni Ottanta e Novanta sono segnati da enciclopedie filmate tra le quali "Storia dell'Arte e dell'Architettura Italiane", da serie e collane di documentari intitolate ai "grandi personaggi", ai "luoghi del sapere musicale", a "vacanze d'autore" nelle varie regioni italiane, a "Itinerari nei luoghi del made in Italy", "A dodici autori per dodici città". Questo sforzo produttivo ha impegnato intellettuali, scienziati, studiosi, artisti e registi tra i più noti e qualificati della cultura italiana.

DOCUMENTARI ISTITUTO LUCE SPA

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