Bernardo Bertolucci, il cinema, l’Italia, il Novecento

Archivio Storico Luce Timeline, di redazione, 16 Marzo 2021

"Se ho deciso di fare del cinema quando avevo 18 19 anni è stato perché, per esempio, avevo appena visto La dolce vita in una condizione unica, cioè Cinecittà, Fellini molto ansioso perché il film sembrava sarebbe stato bloccato dalla censura, fa una proiezione invitando gli intellettuali tra cui Pasolini, mio padre e Giorgio Bassani. Mio padre mi portò e vidi La dolce vita in versione copia lavoro, prima che fosse doppiata, versione babilonese in effetti perché era parlata in italiano, inglese, tedesco, svedese, francese ed era straordinario, era proprio la grande emozione di un cinema che era sì molto italiano, ma che era anche qualcosa al di là del cinema italiano, perché Fellini era proprio quello che incarnava un'Italia che però era un'Italia tutta sua ... Io credo che c'è un grandissimo rispetto per il cinema italiano in tutto il mondo, ripeto forse non per il cinema italiano degli ultimissimi tempi".

Così Bertolucci nell'intervista concessa a Mario Canale nel 2000, ricorda quando vide per la prima volta, non ancora ventenne, La dolce vita, in un contesto molto particolare. Seguono una serie di ricordi e riflessioni sul cinema italiano come lui l'ha conosciuto e vissuto.

Dagli anni Sessanta agli anni Novanta, Bertolucci in venti scatti

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Adriana Asti seduta su un divano tra Moravia e Bertolucci nell'atrio del cinema per la prima del film Mamma Roma, 1962
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La vita di Bernardo Bertolucci, nato a Parma il 16 marzo del 1941, è intrisa di cinema. Ciò nonostante il pluripremiato regista emiliano ha girato un numero relativamente esiguo di film, diciannove, dal primo del 1962, La commare secca, all'ultimo del 2012, Io e te.

In Archivio sono presenti 38 documenti video e circa 150 fotografie. Nel primo, del 1962, Bertolucci è a Venezia; di cinque anni più tardi è presente in un servizio sull'occupazione del Centro Sperimentale di cinematografia; nel 1970 esce il Conformista mentre del 1973 è Ultimo tango a Parigi e Bertolucci deve difendersi dalla censura che si abbatte sulla pellicola; nel 1976 con i due atti di Novecento ci regala uno straordinario spaccato della storia del nostro paese del secolo scorso.
Si arriva così agli anni Ottanta e Novanta: L'ultimo imperatore, con i suoi nove Oscar, Io ballo da sola, del 1996 fino a The Dreamers del 2003.

Presente in Archivio anche un documentario firmato da Bernardo Bertolucci insieme al fratello Giuseppe su Bologna. Girato in occasione dei mondiali di calcio del 1990 svoltisi in Italia, era inserito nel film collettivo 12 registi per 12 città e ci guida alla scoperta del capoluogo emiliano romagnolo attraverso gli occhi dei bambini.

Bertolucci, Pasolini, Ultimo tango a Parigi e la censura

Bernardo Bertolucci nell’Archivio

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